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Come il Covid19 ha reso virtuale l’Astroturismo

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Come il Covid19 ha reso virtuale l’Astroturismo

Una informale chiacchierata con il mitico prof Alessandro Marchini che tra racconti di eclissi ed aneddoti personali mi ha raccontato come il covid19 ha reso virtuale la sua attività di divulgazione astronomica

 

Questo 2020 ha stupito un po’ tutti, impedendoci di realizzare molti dei nostri progetti ed obbligandoci a valutare nuove opzioni. Per fortuna siamo in piena rivoluzione tecnologica e tutto il possibile si sta trasferendo nel mondo online. Ed è così che internet viene in nostro aiuto nei periodi in cui è meglio evitare assembramenti e vita sociale dal vivo. Pertanto, causa covid, molte attività di intrattenimento hanno dovuto chiudere al pubblico e trasformarsi in realtà virtuali, trasmettendo così le loro attività in diretta.

In questo articolo vi racconterò la bellissima ora di conversazione avuta pochi giorni fa con il prof Alessandro Marchini e di come hanno influito i vari decreti nella sua attività di divulgazione scientifica astronomica.

 

Hai mai sentito parlare di Astroturismo, o Turismo Astronomico? SI tratta di una tipologia di turismo che porta a esplorare i migliori posti nascosti della terra da cui si ha una visibilità del cielo migliore che permetta di fare osservazioni astronomiche. Ma include anche attività di divulgazione dell’astronomia e tanto altro. Per maggiori info continua a leggere qui.

 

Alessandro Marchini, oltre ad essere il direttore dell’Osservatorio Astronomico dell’Università di Siena, è principal investigator di ricerche ed articoli in campo astronomico ed è anche l’autore di importanti scoperte di oggetti astronomici. Una persona molto empatica e di grande cuore, tanto che nel momento in cui mi ha narrato di aver nominato un asteroide da lui scoperto col nome di un suo carissimo amico scomparso fin troppo giovane, abbiamo avuto un attimo di emozione, anche perché sentir dire che il bambino rimasto orfano è a conoscenza del fatto che il papà è diventato una stella in cielo, è stato un momento molto toccante.

 

Ho conosciuto Il prof Marchini virtualmente pochi giorni fa e devo ringraziare i social network che permettono, in pochissimo tempo, di unire persone che si trovano a centinaia di km di distanza. E’ stato molto interessante il suo percorso formativo, difatti lui nasce come informatico dedicandosi in seguito all’astronomia. L’aneddoto più bello, uscito fuori durante la nostra conversazione, mette in risalto il suo percorso accademico, poiché nel 2009 si è trovato ad affrontare una situazione un po’ particolare. Alessandro, in quel periodo, aveva un eccezionale gruppo di studenti che lo seguiva nelle ricerche scientifiche e tra questi vi era una ragazza che, a causa di problemi motori, non poteva arrivare al laboratorio, che trovandosi nella cupola era accessibile solo tramite una scala a chiocciola.  Alessandro, dispiaciuto per le difficoltà che questa situazione creava alla sua studentessa, ha creato un progetto nel quale ha automatizzato l’uso della cupola dell’osservatorio, gestendo le immagini catturate dalla cupola direttamente dal suo pc, ad oggi persino dallo smartphone. In questo modo non viene più escluso nessuno dal lavoro di ricerca.

L’Osservatorio Astronomico dell’Università degli Studi di Siena nasce per fini di ricerca scientifica, per poi ampliare la sua funzione anche alla didattica delle scuole di ogni ordine e grado ed aprire le porte anche alle attività di divulgazione astronomica al pubblico. La struttura si trova non molto lontana dal centro di Siena ed è a metà tra la città e la campagna, motivo per cui si possono effettuare studi del cielo senza troppi problemi di inquinamento luminoso. L’osservatorio permette di catturare immagini degli oggetti astronomici per poi studiarle a fini scientifici. Negli ultimi 5 anni sono state fatte più di 100 pubblicazioni realizzate con i dati raccolti dal telescopio che si trova nella cupola.

 

Durante la nostra conversazione ci siamo imbattuti nel tema delle eclissi e mi ha spiegato perché le eclissi vanno guardate con delle apposite lenti oscure. Mentre parlavamo mi chiese se avessi mai provato l’emozione di osservare un’eclissi totale, ma ,ahimè, l’unico residuo ricordo di eclissi che avevo era di circa 20 anni fa. Alessandro, emozionato dal ricordo, mi ha spiegato che lui nel 1999 si trovava in Austria per osservare l’eclissi totale, osservabile solo da quel punto lì. Pertanto, mi ha spiegato che in Sicilia (dove mi trovavo io da piccola) l’eclissi era visibile solo parzialmente. La ragione per cui si sconsiglia di guardare un’eclissi parziale senza apposite lenti è che la luce che arriva in quel momento è talmente forte da poter bruciare la retina!

 

 

Con Alessandro abbiamo analizzato il “cambiamento” che ha apportato l’arrivo del covid19 nel momento in cui è stato evitato di creare assembramenti, per poi porre uno stop alle attività al pubblico. Un esempio di come una attività divulgativa abbia dovuto cambiare modalità di esecuzione per poter continuare ad essere effettuata.

Dato l’aggiornamento apportato nel 2009, l’osservatorio si trovava già automatizzato, per cui all’arrivo del confinamento di Marzo è stata semplicemente necessaria la configurazione di alcuni programmi per poter collegare le immagini dell’osservatorio ad una diretta.

 

Le dirette dell’Osservatorio dell’Università di Siena hanno riscosso molto successo, tanto che in alcune si è arrivati a mille persone in linea nello stesso momento. Questa tipologia di trasmissione ha incrementato i seguaci dei canali social dell’osservatorio, ragione per cui su Facebook  sono passati da sedicimila mi piace a ventiquattromila in pochi mesi. E’ stato un grande successo che ha avvicinato al magico mondo dell’astronomia anche i più giovani.

 

Pare che il confinamento abbia spinto molte persone ad esplorare nuove passioni. Nel periodo in cui i decreti permettevano le attività divulgative, quindi da fine giugno a settembre, tutti gli eventi realizzati da Alessandro hanno raggiunto la capienza massima di persone, a tal punto da dover lasciare fuori lista altrettante persone. Un successo del genere era inaspettato. In alcuni eventi si è arrivati a 150 persone, ovviamente con le dovute misure di sicurezza per il covid19.

 

Questo è l’esempio di come un corretto uso dei canali social possa apportare valore aggiunto all’essere umano. Voler approfondire le proprie curiosità approdando al mondo astronomico ci permette di creare un maggior contatto con la natura. E pare che l’aver passato la quarantena, con obbligo di non poter uscire per evitare maggiori contagi, abbia spinto di più le persone a desiderare conoscere i misteri della volta celeste. Possiamo dirlo forte: meno male che abbiamo vissuto questo momento storico assurdo avendo internet! Ti immagini dover stare rinchiusi senza poter videochiamare nessuno, senza avere nessuna possibilità (seppur virtuale) di assistere a qualche evento, o senza poter avere illimitate serie tv a disposizione? Internet è indispensabile alla sopravvivenza in questi casi, soprattutto per chi vive in grandi città ed in pochi metri quadri di appartamento.

 

Un lato positivo di questa virtualizzazione delle attività divulgative è stato quello di arrivare dentro le case di molte persone, anche all’estero, con le immagini in diretta dall’osservatorio e la simpatica voce di Alessandro ed alcuni suoi ospiti che spiegavano in maniera molto semplice e comprensibile i soggetti della loro trasmissione.

Ringrazio Alessandro per questo splendido incontro virtuale!

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