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Covid19, il numero dei positivi resta alto: Sicilia verso la zona rossa

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Covid19, il numero dei positivi resta alto: Sicilia verso la zona rossa

E’ attesa per oggi l’ordinanza del ministro della Salute Speranza che potrebbe far cambiare colore alla Regione, attualmente in arancione, a partire da lunedì 19 aprile. Attualmente l’Isola, secondo il bollettino del ministero, è quarta nella classifica dei contagi giornalieri

 

 

Da lunedì le regioni italiane potrebbero cambiare colore e la Sicilia potrebbe passare dalla zona arancione alla rossa. A stabilire se questo accadrà sarà l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza attesa oggi. Perchè l’Isola rischia? Innanzitutto è alto il numero dei positivi al Coronavirus, che ieri erano 1.450 su 30.427 tamponi processati, con un’incidenza di positività pari al 4,8%. Attualmente la regione è quarta nella classifica dei contagi giornalieri secondo il bollettino del ministero della Salute sull’emergenza. Le vittime totali sono arrivate a 5107 ma soprattutto la fondazione Gimbe nel suo report periodico segnala che nella regione nella settimana 7-13 aprile è notevolmente peggiorato l’indicatore relativo ai “casi attualmente positivi per 100 mila abitanti”: sono 506 i casi per 100 mila abitanti un + 9,3% rispetto alla settimana precedente. La percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, dice Gimbe, è pari al 6,5% (media Italia 6,8%). Se dovesse diventare rossa la Sicilia si aggiungerebbe a Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta nell’area delle misure più restrittive. Mentre la Campania, attualmente rossa, potrebbe diventare arancione come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto e le Province autonome di Bolzano e Trento.

 

 

L’accordo con Federfarma e l’open weekend dei vaccini

La Regione siciliana intanto ha siglato un accordo con Federfarma per poter eseguire direttamente in farmacia tamponi antigenici rapidi e test sierologici. Le farmacie associate che aderiranno all’iniziativa, potranno allestire al proprio interno, o in un luogo aperto nelle immediate vicinanze, uno spazio per l’esecuzione dei test nel rispetto della normativa igienico-sanitaria e garantendo, allo stesso tempo, la riservatezza degli utenti. Il presidente della Regione Nello Musumeci annuncia anche un accordo con gli infermieri, “per chiedere a ognuno per il proprio ruolo di andare a cercare direttamente al domicilio l’anziano perché abbiamo bisogno di non abbandonare a se stessa questa fascia di popolazione fragile”. E negli hub vaccinali siciliani da oggi a domenica si svolgerà l’Open weekend: i cittadini (che non rientrano tra i soggetti fragili) di età compresa tra 60 e 79 anni potranno ricevere la somministrazione di vaccini Vaxzevria (AstraZeneca) senza bisogno di prenotazione.

 

 

Le linee guida delle Regioni per la riapertura

Intanto ieri le regioni hanno varato la loro proposta sulle riaperture con un vademecum che consente la ripresa della ristorazione. Si tratta di “misure che possono consentire il mantenimento del servizio anche in scenari epidemiologici definiti ad alto rischio purche’ integrate con strategie di screening periodico del personale non vaccinato”, scrivono nella bozza trasmessa al governo. La bozza dei governatori prevede che siano accessibili informazioni anche in lingua straniera, prodotti per l’igienizzazione delle mani in piu’ punti del locale, il divieto di assembramenti al di fuori del locale, privilegiare l’accesso tramite prenotazione.

I tavoli devono essere disposti in modo da garantire almeno 2 metri di separazione tra i clienti negli ambienti al chiuso, e di almeno 1 metro di negli ambienti all’aperto. Dopo le 14, bisogna consentire solamente la consumazione al tavolo. “I ristoratori dovranno favorire la consultazione online del menu tramite soluzioni digitali, oppure predisporre menu in stampa plastificata, e quindi disinfettabile dopo l’uso”, oppure cartacei ma usa e getta. Gli esercenti dovranno privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni. Particolare cura va riservata all’areazione dei locali al chiuso. Ovunque sia possibile è vietato il ricircolo dell’aria.

Sempre secondo la bozza nei locali che non dispongono di posti a sedere, bisognerà consentire l’ingresso ad un numero limitato di clienti per volta, in base alle caratteristiche dei singoli locali, in modo da assicurare il mantenimento di almeno 2 metri di separazione. Tornano anche i buffet, “somministrati” da “personale incaricato, escludendo la possibilita’ per i clienti di toccare quanto esposto e prevedendo in ogni caso, per clienti e personale, l’obbligo del mantenimento della distanza e l’obbligo dell’utilizzo della mascherina”. Il self-service e’ consentito solo per buffet realizzati con prodotti monodose. In fila è necessario stare ad almeno un metro di distanza. Ove possibile bisogna favorire modalita’ di pagamento elettroniche, possibilmente al tavolo. Tornano anche i giochi di società. Nei luoghi di ristorazione “sono consentite le attivita’ ludiche che prevedono l’utilizzo di materiali di cui non sia possibile garantire una puntuale e accurata disinfezione, quali ad esempio le carte da gioco”. Le regioni indicano tuttavia una serie di prescrizioni da rispettare “rigorosamente: obbligo di utilizzo di mascherina; igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco; rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro sia tra giocatori dello stesso tavolo sia tra tavoli adiacenti. Nel caso di utilizzo di carte da gioco e’ consigliata inoltre una frequente sostituzione dei mazzi di carte usati con nuovi mazzi”.

 

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