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Pullara risponde a Galanti e Ventura sulla questione Tre Sorgenti

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Pullara risponde a Galanti e Ventura sulla questione Tre Sorgenti

Riceviamo e pubblichiamo

 

Leggo dalla stampa e da Facebook le scomposte reazione di Galanti, sindaco di Licata, e di Di Ventura,sindaco di Canicattì, in merito alle mie affermazioni sul commissariamento ed imminente scioglimento del consorzio Tre Sorgenti ove gli stessi piuttosto che confutare le mie affermazioni la vogliono buttare in lite aggredendo sul piano personale invece che su quello delle idee.

Ad affermarlo il Presidente del Gruppo Parlamentare Popolari e Autonomisti all’Ars l’On. Carmelo Pullara.

La mia colpa – spiega Pullara – e’ stata quella di avere sollevato una problematica di così tanta gravità la cui responsabilità è da addebitare ad entrambi, che prima (l’obbligo di consegna delle reti sbandierato da entrambi e’ quanto meno del 2017 se non prima) hanno cercato di gestire il consorzio Tre Sorgenti, che se ciò che affermano e’ vero in violazione di legge, poi, evidentemente, non riuscendoci o non essendo capaci a fare ciò che forse si erano prefissi, hanno deciso di mollare il consorzio al proprio destino verso un  commissariamento che è preludio dello scioglimento. E se così non fosse e che era obbligo di legge, sbandierando la parola legalità, che senso ha avuto nominare il CdA?! Forse uno scambio politico?! Forse un pegno elettorale?! Forse un obbligo per garantirsi appoggi in consiglio comunale?! Forse qualcos’altro?!

Pertanto decidano!!! hanno sbagliato nominando il CdA questa estate in violazione di legge come sostengono entrambi gli amministratori ovvero hanno sbagliato oggi facendo commissariare l’ente e quindi scioglierlo!!!

Una delle due volte hanno sbagliato, quindi sono stati incapaci a valutare politicamente e la vicenda e forse anche sul piano del rispetto della legge come dicono loro stessi!!!!

In particolare – continua il deputato- Galanti finge di non sapere che è stato già avviato un percorso di cessione delle reti col Presidente dell’Ati idrico, avv. VALENTI, Sindaco di Sciacca, al fine di scongiurare il commissariamento e garantire il rispetto delle previsioni normative. Appare pertanto strana e pretestuosa questa presa di posizione del sindaco di Licata, che se veramente avesse voluto tutelare i propri cittadini avrebbe dovuto già da tempo recedere dal consorzio tre Sorgenti, dato che Licata non beneficia e non ha mai beneficiato dell’approvigionamento idrico. Quindi perché pagare, perché restare in sella ad un consorzio che non porta frutti ai licatesi?  Forse per incarichi di sottogoverno o affidamento di poltrone pubbliche? In realtà recentemente il sindaco di Licata ha concluso un accordo col Consorzio, in base al quale il comune dovrà versare all’ente un debito pregresso pari a oltre 2 mln di euro, per un’ acqua mai ricevuta negli anni pregressi. Qualora il consiglio comunale decidesse di avallare questa scellerata scelta del Sindaco, personalmente formulerò un esposto alla Corte dei Conti per appurare la sussistenza di presunte  illegittimità e di un danno contabile, tenuto conto della precaria situazione finanziaria del Comune e quindi della ricaduta negativa sulle tasche dei cittadini.

Galanti e Di Ventura  – prosegue l’onorevole -la smettano di aggredire chi solleva le problematica ed evidenzia le loro incapacità!!!! La smettano di utilizzare demagogicamente il triste periodo che stiamo vivendo, perché entrambi non stanno facendo il loro dovere ma di questo ci sarà modo nel prosieguo di evidenziarlo facendo capire a tutti chi è nato barone e continua ad esserlo e chi è nato vassallo ed al netto delle effigia del padrone che porta continua ad essere vassallo, invece entrambi forse hanno ritenuto che il periodo contingente gli servisse per fare passare tutto in sordina garantiti da un’attenzione mediatica e politica giustamente rivolta ad altro. Non pensino a rispondere a me sul fatto che forse abbia scoperchiato questa puzzolente  pentola, ma pensino a rispondere ai cittadini per l’ulteriore danno che gli stessi stanno determinando ovvero pensino a rispondere agli organi di giustizia penale e contabile, cui indirizzerò apposita comunicazione, in quanto maggioranza assoluta nell’assemblea dei soci, hanno, nel periodo dell’esercizio del loro mandato da Sindaci, dapprima consentito come dicono loro il perpetrarsi di violazione di legge senza esercitare il dovuto controllo ed indirizzo e dappoi consentito lo sperpero del denaro pubblico per il mantenimento della struttura con pagamento di stipendi ed indennità laute agli amministratori.

Infine – conclude Pullara- per le affermazioni apparse sulla stampa o su fb lesive della mia persona e dignità anche per il ruolo rivestito avranno modo di rispondere nelle dovute sedi perché il sollevare una problematica nell’interesse collettivo non può fare trascendere due amministratori a linguaggi e termini ma anche allusioni da bar o cortile.

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