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Servizio di assistenza igienico-personale nelle scuole, interrogazione del consigliere Ortega

Politica

Servizio di assistenza igienico-personale nelle scuole, interrogazione del consigliere Ortega

Riceviamo e pubblichiamo una nota del consigliere Jenna Ortega

 

– Premesso che, a seguito del trasferimento di funzioni operato dall’art. 139, comma 1, lett. c), del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112, sono stati attribuiti alle province i servizi di supporto organizzativo del servizio di istruzione per gli alunni con handicap o in situazione di svantaggio in relazione all’istruzione secondaria superiore, e ai comuni, in relazione agli altri gradi inferiori di scuola;

 

– Premesso che il parere del Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, n.115 del 8.05.2020, in materia di ripartizione di competenze tra Stato e regioni con riferimento all’assistenza materiale e igienico-sanitaria in favore dei soggetti diversamente abili, ha affermato la permanenza della competenza in capo all’amministrazione statale, per il tramite delle istituzioni scolastiche;

 

– Premessa l’avvenuta apertura di un confronto istituzionale tra lo Stato e la Regione Siciliana, volto a salvaguardare il diritto allo studio degli alunni che vivono in condizioni di particolare fragilità;

 

– Considerati i disservizi segnalati da numerosi genitori e operatori del settore, e le gravi preoccupazioni espresse dall’Amministrazione siciliana circa l’adeguatezza del servizio di assistenza igienico personale che potrà essere erogato dal personale ATA di nuova assunzione, considerato anche il livello di formazione che lo stesso potrà conseguire in un limitato lasso di tempo e in piena pandemia;

 

– Considerato che la Regione Siciliana, avendo preso atto del citato parere, ha confermato l’impegno di spesa nei confronti delle Città metropolitane e dei Liberi Consorzi per garantire un servizio integrativo nelle scuole secondarie di secondo grado;

 

– Considerato che rimane, purtroppo, difficile la situazione delle scuole dell’infanzia, elementari e medie;

 

– Considerato che i Comuni, nell’ambito della propria autonomia organizzativa, finanziaria e gestionale possono prevedere progetti di assistenza aggiuntivi, integrativi e migliorativi rispetto al servizio scolastico, a salvaguardia dei diritti degli alunni disabili;

 

Considerata, infine, la necessità di dare risposte tempestive agli alunni, alle loro famiglie e ai lavoratori che rischiano di restare disoccupati, in un momento di grave crisi del Paese;

Si chiede al Sindaco e all’Assessore competente:

 

– Se ritengono di destinare parte delle proprie risorse, come ad esempio quelle che lo Stato stanzia annualmente con la legge di bilancio per la promozione e il raggiungimento degli obiettivi di politica sociale indicati dalla legge quadro 328/2000, per garantire i servizi di assistenza agli alunni disabili, integrativi ed aggiuntivi rispetto alle prestazioni erogate dal personale ATA:

 

– Se ritengono, a tale fine, di fare ricorso all’utilizzo delle professionalità del settore dell’assistenza igienico-sanitaria che da tantissimi anni, e fino allo scorso dicembre, hanno affiancato e supportato il personale ATA presso le scuole di primo e secondo grado, assicurando un alto standard qualitativo nell’assistenza agli alunni disabili.

 

– Per ultimo, chiedo, precisando che durante il primo lockdown, (durato dal 9/3/2020 al 18/05/2020) nel settore scuole la chiusura si è prolungata fino al termine delle attività scolastiche (2019/2020) e che, di conseguenza, il servizio dell’assistenza igienico – personale è stato interrotto (i dipendenti sono stati, tutti, posti in cassa integrazione), se sono stati utilizzati i fondi destinati a tale servizio sono stati utilizzati e in caso di risposta affermativa per quale tipo di spesa.

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