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Si finge venditrice di auto e sparisce con l’acconto, 49enne a giudizio

Cronaca

Si finge venditrice di auto e sparisce con l’acconto, 49enne a giudizio

Individuata una delle presunte truffatrici di un gruppo: la contrattazione sarebbe avvenuta per telefono e il pagamento via postepay

Si finge la titolare di una concessionaria di auto e contratta la vendita di un’utilitaria. Quando l’acquirente, dopo avere versato un acconto di 1.000 euro, arriva a Gela da Palermo per ritirare l’auto scopre che non esiste alcuna auto e le persone con cui aveva trattato al telefono l’acquisto erano dei truffatori.

Le indagini dei carabinieri consentono di individuare una delle presunte componenti del gruppo di truffatori e il pm della Procura di Palermo, Luisa Vittoria Campanile, chiede il rinvio a giudizio. L’imputata, che comparirà il prossimo 20 maggio davanti al gup Giuliano Castiglia, è Eugenia Cusumano, 49 anni, di Licata.

La donna, difesa dall’avvocato Gianfranco Pilato, rischia una condanna per tentata truffa aggravata. La presunta vittima del raggiro, una trentenne, potrà costituirsi parte civile. La vicenda risale al 2019. La licatese, insieme ad altri complici che non sono stati individuati, avrebbe pubblicato su internet un annuncio di vendita di una Fiat 500. Alla telefonata di una donna, residente a Palermo, il gruppetto di truffatori si presentò con un falso nome e finsero di essere titolari di una concessionaria di auto di Gela. Inizia, così, la trattativa e alla potenziale acquirente viene chiesto, per bloccare l’auto e non venderla ad altri clienti, di versare un acconto di 1.000 euro su una postepay intestata proprio all’imputata.

Viene, quindi, concordato un appuntamento per la consegna dell’auto. La donna arriva da Palermo a Gela e si accorge di essere stata truffata perchè, all’indirizzo indicato, non c’è nessuno e a quel numero di telefono non ottiene più alcuna risposta. La presunta vittima, quindi, rientra a Palermo e presenta una denuncia ai carabinieri che hanno rintracciato la titolare della carta postepay e sequestrato la tessera. Dei complici, invece, nessuna traccia.

La Procura di Palermo, quindi, nell’attesa di eventuali sviluppi investigativi, ha deciso di mandare a processo solo la quarantanovenne licatese.

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