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Inchiesta sul porto di Licata, Procura ricorre in Appello dopo sei assoluzioni

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Inchiesta sul porto di Licata, Procura ricorre in Appello dopo sei assoluzioni

La Procura di Agrigento ha impugnato la sentenza di primo grado facendo ricorso in Appello dopo le sei assoluzioni e una condanna (lieve) per occupazione abusiva di suolo pubblico e abuso edilizio nell’ambito dell’inchiesta che ipotizzava brogli sul Porto “Marina Cala del Sole” di Licata. Una scelta, quella della Procura, che aveva preso sempre più piede negli scorsi giorni e che era stata anche “caldeggiata” dall’associazione “A Testa Alta”, da anni impegnata in battaglie sul territorio di Licata.

In primo grado il gup Giuseppe Miceli – lo scorso febbraio – aveva assolto sei imputati (tra cui tre dirigenti del comune di Licata) e condannando alla pena di tre mesi di arresto l’imprenditore Luigi Francesco Geraci, originario di Sommatino. Quest’ultimo era accusato soprattutto di aver eluso il pagamento di ben 7 milioni di euro di oneri concessori “guidato” dall’ex dirigente del Comune Vincenzo Ortega. Proprio Ortega, che aveva rinunciato alla prescrizione, ha incassato l’assoluzione. Così come gli altri due dirigenti Andrea Occhipinti, 50 anni, a capo del dipartimento finanziario e Giuseppa Maria Pia Amato, 60 anni, responsabile del Suap (erano accusati di abuso d’ufficio). Assolti anche Salvatore Geraci (figlio dell’imprenditore), Paola Vizzini e Bartolo Consagra. Questi ultimi erano accusati  di occupazione abusiva di suolo demaniale. Si chiude, dunque, il primo capitolo giudiziario legato all’inchiesta che nel 2014 portò al sequestro della struttura. Inchiesta che, dopo il verdetto del Tribunale di Agrigento, subisce un pesante ridimensionamento.

Al centro della vicenda la realizzazione del complesso denominato “Porto turistico Marina Cala del sole” con centinaia di posti barca e altri servizi annessi fra i quali spiaggia privata, camere, parcheggi e area ristorazione.

Per il Gup, riassumendo l’intera vicenda, il porticciolo turistico di Licata è abusivo ed è stato costruito con opere illegittime su un’area di proprietà del demanio dove non era stato autorizzato. Tuttavia non furono commessi brogli per “salvare” il costruttore Luigi Francesco Geraci, 76 anni, imprenditore di Sommatino, titolare della società Iniziative immobiliari che ha realizzato il progetto, dal pagamento degli oneri concessori che sono stati quantificati in 7 milioni di euro.

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