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“Tentò di uccidere condomina a coltellate dopo un litigio”, condannata amministratrice

Cronaca

“Tentò di uccidere condomina a coltellate dopo un litigio”, condannata amministratrice

Il giudice riconosciuto l’attenuante della provocazione e le infligge una pena di un anno e 10 mesi di reclusione

 

 

Un anno e 10 mesi di reclusione per l’amministratrice di un condominio, accusata d’avere accoltellato – durante una lite – una donna a cui aveva staccato l’utenza idrica per morosità. Sono stati inflitti dal giudice per l’udienza preliminare Francesco Provenzano al termine del processo che si è celebrato con il rito abbreviato condizionato all’audizione di un testimone.

La pena decisa nei confronti della donna, difesa dagli avvocati Salvatore Manganello e Alberto Caffarello, è contenuta in quanto il gup le ha riconosciuto le attenuanti della provocazione. Un’ulteriore riduzione di un terzo scaturisce dal rito abbreviato.

 

 

L’amministratrice si era giustificata sostenendo di avere ferito l’altra donna per legittima difesa. La presunta vittima, coetanea dell’imputata, che si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Angelo Balsamo, secondo la ricostruzione dei fatti, in seguito al mancato pagamento di diverse bollette idriche, aveva subito il distacco dell’utenza da parte dell’amministratrice di condominio.

Per ripicca, allora, avrebbe deciso, forse con un martello, di danneggiare l’autoclave. Gli altri inquilini dello stabile avvisarono l’amministratrice che, con un idraulico, l’indomani andò a effettuare un sopralluogo. La condomina, allora, sarebbe andata con la sua auto per cercare lo scontro.

Le versioni di vittima, imputata e altri testimoni, a questo punto sono differenti.

 

 

L’amministratrice sostiene che la condomina le abbia tagliato la strada con l’auto dicendole che non l’avrebbe fatta andare via. Poi, dopo che aveva aperto lo sportello per spingerla via, le avrebbe sottratto un coltello dalla sua auto, che teneva nel lato passeggero (a suo dire per regolare i timer delle autoclavi dei condomini che amministrava), e avrebbe iniziato a brandirlo contro di lei. L’amministratrice, secondo la sua versione, per difendersi le avrebbe spinto il polso provocandole un taglio all’addome.

Il giudice, al contrario, ha ritenuto che l’imputata avesse la volontà di uccidere la donna dopo essere stata aggredita.

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