Il comunicato dell’associazione
Aderiamo alla manifestazione del 13 giugno 2026 promossa a Licata dal Comitato Civico “L’acqua ai cittadini”. Lo facciamo come soggetto autonomo, senza vincoli e senza deleghe, portando la nostra battaglia e le rivendicazioni che da sempre ci appartengono.
Lo facciamo perché questa è la nostra battaglia da anni. Dal 2022 al settembre 2025 abbiamo fatto parte della Consulta delle associazioni di AICA, l’organo di partecipazione previsto dallo Statuto: con altre associazioni che condividevano la nostra stessa passione civica abbiamo studiato bilanci, indicato inadempienze, proposto correttivi, presentato esposti, chiesto trasparenza ed equità. Quasi sempre siamo rimasti inascoltati. Poi, con una delibera del 18 settembre 2025, quella esperienza è stata chiusa: si è azzerato lo spazio di partecipazione, e i Sindaci dei comuni soci, Licata compresa, non hanno mosso un dito in difesa delle associazioni civiche, lasciando che si mettesse a tacere chi indicava le loro stesse inadempienze. Non si è risposto alle critiche: si è cancellato chi le muoveva. Ma quella voce non si è spenta, e oggi torna in piazza.
Le nostre rivendicazioni restano sul tavolo, perché nessuno le ha risolte. Chiediamo trasparenza piena sugli atti, le gare, gli affidamenti. Chiediamo prevenzione della corruzione e controllo reale da parte dei Comuni soci, che possiedono l’azienda e hanno il dovere di vigilare su di essa. Chiediamo tariffe eque, fondate sui consumi reali e la fine della disparità con le utenze ancora a forfait. Chiediamo efficienza del servizio e fine dello spreco: una rete colabrodo che disperde per strada gran parte dell’acqua immessa è essa stessa la prima causa della carenza, e la carenza non si combatte comprando acqua a caro prezzo dal sovrambito, ma recuperando le fonti che l’Ambito già possiede. Chiediamo efficienza del servizio e fine dello spreco, recuperando le fonti che l’Ambito già possiede invece di comprare acqua a caro prezzo dal sovrambito. Chiediamo che il diritto all’acqua sia garantito a tutti, e per primi ai più deboli, penalizzati da turni di erogazione insostenibili e da un servizio autobotte che grava su chi meno può permetterselo. Chiediamo che si affronti finalmente la questione della depurazione: a Licata l’impianto di contrada Ripellino scarica alla foce del Salso in violazione della Legge Regionale n. 27/1986, sotto Girgenti Acque ieri e sotto AICA oggi, mentre le acque depurate potrebbero essere riutilizzate per uso irriguo. Mentre gli invasi sono pieni e la siccità non è più un alibi, la provincia torna in emergenza e l’acqua resta intrappolata tra bilanci e diffide. La verità è semplice: non si esce da una crisi affidandola a chi l’ha causata.
Per questo il 13 giugno saremo in piazza. Non per delega, non per appartenenza, ma per contribuire a una battaglia che è di tutti.
Ci auguriamo che da quella giornata prenda avvio una nuova stagione di partecipazione civica, in cui i cittadini tornino protagonisti del proprio diritto all’acqua e nessuna voce che lo rivendica possa più essere messa a tacere.
A testa alta aps — Il Consiglio direttivo