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Pesca bloccata per l’estrazione di gas: il TAR accoglie i ricorsi, marinerie siciliane risarcite

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Una battaglia legale durata mesi si conclude con una vittoria per i pescatori siciliani: il TAR ha accolto i ricorsi presentati da diverse marinerie escluse dalle misure compensative previste a causa delle attività di estrazione di gas nel Canale di Sicilia. Le cooperative coinvolte operano nei territori compresi tra Licata, Gela e Porto Empedocle, dove l’ENI ha avviato l’ambizioso progetto Argo-Cassiopea.

La sentenza stabilisce che le aziende di pesca, rimaste escluse nonostante avessero presentato regolare domanda entro i termini prorogati, hanno diritto a ricevere i contributi economici stanziati per le aree interdette alla pesca.

5,5 milioni per chi è stato costretto a fermarsi

La Regione Siciliana, con il supporto del Ministero dell’Ambiente, aveva stanziato 5,5 milioni di euro destinati ai pescatori penalizzati dalle attività di perforazione sottomarina per l’estrazione del gas. Tuttavia, una parte degli operatori, pur avendo rispettato i nuovi termini di scadenza fissati tramite comunicazioni ufficiali, si è vista respingere la richiesta d’accesso al fondo.

Il TAR ha però riconosciuto il principio del legittimo affidamento: le comunicazioni pubblicate dagli enti regionali, anche se non formalizzate in atti amministrativi, hanno di fatto indotto gli armatori a confidare nella validità della proroga. Il mancato inserimento nelle graduatorie è stato quindi giudicato illegittimo.

Un precedente importante per il settore

Il tribunale ha ordinato alla Regione di inserire le imprese ricorrenti nell’elenco dei beneficiari, o in alternativa di risarcirle per il danno economico subito. Si tratta di una sentenza che potrebbe fare giurisprudenza anche in altri casi di convivenza tra attività industriali e comparti economici tradizionali come la pesca.

Soddisfazione da parte delle associazioni di categoria, che da tempo denunciano gli effetti devastanti della chiusura forzata delle zone di pesca sul reddito delle famiglie e sulla tenuta economica delle cooperative.

Tra energia e tradizione: la sfida continua

Il progetto Argo-Cassiopea è stato autorizzato con un decreto di compatibilità ambientale nel 2014, ma fin dall’inizio ha sollevato tensioni tra ENI e i pescatori. L’estrazione del gas, strategica per la sicurezza energetica nazionale, si scontra con l’economia del mare che in molte località rappresenta ancora il primo motore occupazionale.

Ora, grazie alla decisione del TAR, le marinerie che erano state escluse potranno ricevere i ristori attesi. Ma il conflitto tra sviluppo energetico e tutela delle risorse tradizionali resta aperto.

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