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Politica

Referendum Giustizia: il NO vince e ferma la riforma Meloni

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Scrutinio quasi ultimato: il fronte del NO supera il 54%. Conte esulta: «Ce l’abbiamo fatta». FdI incassa il colpo ma rilancia: «L’agenda di governo non cambia». Affluenza record al 59%.

ROMA – L’Italia della giustizia resta quella che è. Le urne del referendum costituzionale 2026 consegnano un verdetto che, con il passare delle ore, si fa sempre più netto: la riforma voluta dal governo Meloni è stata bocciata. Quando lo scrutinio ha ormai superato i due terzi delle schede, la forbice si è allargata in modo irreversibile, sancendo la vittoria del “NO” con una percentuale che sfiora il 54,3%.

I numeri del verdetto: un vantaggio “incolmabile”

Sebbene gli exit poll iniziali avessero dipinto un quadro di estrema incertezza, i dati reali hanno rapidamente spostato l’ago della bilancia. Secondo le proiezioni di Opinio Italia per la Rai, il NO si attesta al 53,9% contro il 46,1% del SÌ. Un distacco che gli analisti di YouTrend definiscono ormai “incolmabile”.

A colpire è soprattutto l’affluenza: il 59% degli aventi diritto si è recato ai seggi, un dato superiore alle aspettative per una consultazione che, trattandosi di referendum costituzionale, non richiedeva il raggiungimento del quorum per essere valida.

Le reazioni: tra esultanza e resistenza

Il clima politico è elettrico. Il primo a commentare tra i banchi della maggioranza è Galeazzo Bignami (FdI), che sceglie la linea del pragmatismo: «È un risultato da accettare, ma la nostra agenda non cambia», ha dichiarato il capogruppo alla Camera, cercando di blindare la tenuta del programma di governo nonostante la battuta d’arresto.

Diametralmente opposto il tono nel campo delle opposizioni. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, ha rotto gli indugi con un secco ed entusiasta: «Ce l’abbiamo fatta». La vittoria del NO viene letta come un segnale di stop alle ambizioni del centrodestra di riscrivere gli equilibri tra potere politico e ordine giudiziario.

Analisi di un voto politico

Il voto di oggi non è stato solo un parere tecnico su codici e tribunali. Il 45,7% dei SÌ dimostra che una parte consistente del Paese chiedeva un cambiamento, ma il muro eretto dal NO suggerisce che la proposta governativa sia stata percepita come troppo divisiva o rischiosa per l’indipendenza della magistratura.

“Il distacco maggiore rispetto agli exit poll indica che il voto delle ultime ore e delle zone periferiche ha pesato drasticamente contro la riforma,” spiegano gli esperti di flussi elettorali.


Le prossime tappe

Con la vittoria del NO ufficializzata nelle prossime ore, il Governo dovrà affrontare una delicata fase di assestamento.

  • Il contraccolpo interno: La maggioranza dovrà verificare se la bocciatura della riforma avrà ripercussioni sulla coesione interna.

  • Il rilancio delle opposizioni: Il fronte del NO proverà a capitalizzare questo consenso in vista delle prossime scadenze elettorali.

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