Neanche il tempo di terminare i lavori con ancora il cemento fresco tra i marciapiedi e la piazzatta di Piazza Gondar, appena rinnovata e ancora in fase di stabilizzazione, si è trasformata nell’ennesimo esempio di incuria, improvvisazione e totale assenza di controllo.
La situazione è sotto gli occhi di tutti: la piazzetta, lasciata inspiegabilmente aperta e priva di qualsiasi delimitazione, è stata letteralmente presa d’assalto da decine di automobilisti. Il risultato? Auto parcheggiate ovunque, senza criterio né rispetto, persino sulla nuova pavimentazione ancora instabile, con il concreto rischio di comprometterne la struttura.
Ma il dato più grave, e francamente inaccettabile, riguarda il totale disprezzo per i residenti. In alcuni casi, le vetture sono state parcheggiate addirittura davanti ai portoni delle abitazioni, rendendo difficoltoso – quando non impossibile – anche il semplice gesto quotidiano di entrare o uscire di casa. Una violazione palese del diritto alla vivibilità, oltre che delle più elementari norme di civiltà.
A rendere il quadro ancora più desolante l’impossibilità dei cittadini di contattare il comando della polizia urbana che si sono rivelati inutili: nessuna risposta, nessun intervento, nessun segnale. Un silenzio che pesa quanto, se non più, del problema stesso. Perché quando manca la presenza dello Stato – anche nelle sue articolazioni locali – si apre inevitabilmente la strada all’anarchia.
E allora viene spontaneo chiedersi: che senso ha investire risorse pubbliche per riqualificare uno spazio se poi lo si abbandona alla totale mancanza di gestione? Possibile che non fosse prevedibile un simile scenario? Bastava davvero poco: ripristinare una delimitazione temporanea, installare grandi fioriere, dissuasori o qualsiasi altro ostacolo fisico per impedire l’accesso indiscriminato delle auto, come prima degli internventi di riqualificazione.
I residenti, esasperati, non chiedono miracoli ma semplicemente buon senso e interventi immediati. Chiedono di poter vivere la propria casa senza ostacoli, senza dover ogni volta combattere con l’inciviltà altrui e con l’inefficienza amministrativa.
Piazza Gondar rischia di diventare l’ennesima occasione sprecata. E la responsabilità, questa volta, non è solo di chi parcheggia senza rispetto, ma anche – e forse soprattutto – di chi avrebbe dovuto prevenire tutto questo e non lo ha fatto.