Controlli ambientali a Licata: i Carabinieri, insieme all’Arpa e alla Polizia locale, bloccano un’attività priva di permessi e mettono i sigilli a migliaia di metri cubi di materiale inerter
Una cava non autorizzata è stata individuata e sequestrata a breve distanza dal mare di Licata, in un’area di alto valore paesaggistico. L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia locale, con il supporto dei tecnici dell’Arpa di Agrigento e degli agenti della Polizia municipale, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Agrigento.
Il proprietario del terreno è stato denunciato per gestione illecita di rifiuti e mancanza delle necessarie autorizzazioni. L’intervento rientra in un più ampio piano di azione volto a contrastare le pratiche dannose per l’ambiente e a preservare il territorio costiero.
Le forze dell’ordine si sono mobilitate dopo aver notato movimenti sospetti in una zona periferica, lontana dal centro abitato ma a poca distanza dai lidi turistici. Dopo un periodo di osservazione, è stato deciso di procedere a un sopralluogo. Durante la verifica dei documenti e dell’area, sono emerse irregolarità che hanno portato al sequestro del sito.
Secondo gli accertamenti, l’area era stata trasformata in una cava operativa senza alcuna concessione ufficiale. All’interno sono stati trovati grandi cumuli di materiali da scavo e altri residui inerti. Per evitare ulteriori danni all’ambiente, la zona è stata immediatamente interdetta.
La scoperta conferma l’impegno dei Carabinieri nel controllo del territorio e nella prevenzione di attività abusive che mettono a rischio l’equilibrio ambientale e il paesaggio marino di Licata.