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“Centomila e anche più”: il nuovo brano di Sparda che mette in scena il potere e le sue contraddizioni

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“Centomila e anche più” è il nuovo brano dell’artista licatese Sparda. Una canzone che affronta un tema eminentemente politico: la distanza tra la retorica della “legalità” e le pratiche reali del potere.

Il testo costruisce la figura di un politico che si proclama moralmente integro, impegnato “per il bene della gente”, salvo poi mostrarne il rovescio. “Spente le luci dei cortei e delle conferenze”, emergono appalti pilotati, relazioni opache, reti di protezione. La corruzione non è descritta come deviazione individuale, ma come fenomeno “strutturale”, capace di sopravvivere grazie a un sistema che tende a proteggere se stesso.

Centrale è il riferimento alle intercettazioni: nel racconto del brano, il potere non cade per responsabilità politica, ma solo quando viene intercettato ed esposto. È un richiamo diretto a un nodo sensibile del dibattito pubblico contemporaneo, in cui la trasparenza non nasce da una scelta etica, ma dall’irruzione della prova.

Il videoclip, ambientato nel tribunale di Agrigento, è realizzato interamente con tecnologie di intelligenza artificiale e senza alcun budget produttivo, utilizzando strumenti disponibili liberamente in rete. Un esempio di come oggi queste tecnologie consentano di esprimersi e costruire un racconto visivo anche in assenza di risorse produttive.

Il videoclip si concentra sul momento decisivo del processo per lo sviamento di fondi del PNRR: il giorno dell’esame dell’imputato, Sparda. Davanti al tribunale si raduna una folla numerosa. Non è una folla schierata politicamente, ma composta da cittadini comuni: studenti, medici, lavoratori.
Nel racconto visivo emergono richiami espliciti a Luigi Pirandello, alla figura di Rosario Livatino e alla voce civile di Rosa Balistreri, a evocare il contrasto tra maschera, giustizia e memoria.

Il finale è amaro: un provvedimento parlamentare restituisce libertà al protagonista, mentre il popolo resta fuori. Nessuna catarsi, nessuna assoluzione. “Centomila e anche più” non offre soluzioni, ma fotografa un meccanismo: quello di un potere che cambia volto, ma raramente paga il prezzo delle proprie responsabilità.

Il brano è scritto e arrangiato da Antonino Catania. Alla produzione musicale hanno contribuito Peppe Milia alle chitarre, Cristian Strincone al basso, Giuseppe Catania alla batteria e il coro dei Vocal Blue Trains diretto da Alessandro Gerini. Nel momento in cui il protagonista crolla e la maschera cade, la voce della sua coscienza è quella dell’attore teatrale licatese Gaspare Frumento.

Il video è disponibile su YouTube:

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