Inciviltà a quattro ruote: continuano indisturbati i parcheggi selvaggi alla Banchina Marinai d’Italia che ostacolano disabili e motociclisti
LICATA – C’è un angolo della città dove ogni giorno si consuma uno spettacolo indegno, sotto gli occhi di tutti e nell’indifferenza generale: è il parcheggio lungo la Banchina Marinai d’Italia, sul lato che costeggia via Principe di Napoli. Uno spazio pensato per agevolare la sosta ordinata, regolamentata e rispettosa, è invece diventato il simbolo del disprezzo per le regole e per il prossimo.
A farne le spese sono, come spesso accade, ancora i più deboli: disabili. Gli stalli riservati ai motocicli vengono sistematicamente occupati da automobilisti che sembrano credere che un divieto sia solo un suggerimento e che il rispetto del prossimo sia un optional.
Ogni giorno, lungo quel tratto di strada, auto in doppia fila, parcheggiate sugli scivoli per disabili, sui marciapiedi, davanti agli accessi, sulle strisce. Nessuno si fa scrupoli. Anche gli stalli riservati a motocicli e biciclette vengono occupati da auto, spesso SUV o furgoni, con la solita arroganza di chi non accetta di dover camminare per dieci metri in più.
La situazione è insostenibile. E il problema non è solo la mancanza di controlli (che pure è evidente), ma una cultura dell’illegalità diffusa, un’assenza totale di senso civico. In molti casi, si tratta di cittadini che lasciano l’auto ore intere, intralciando il traffico e impedendo la fruizione degli spazi a chi ne avrebbe davvero bisogno.
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È un fenomeno che sembra peggiorare di giorno in giorno soprattutto la sera quando il flusso di persone nella zona aumenta. La Banchina Marinai d’Italia dovrebbe essere un biglietto da visita della città, invece si presenta come una terra di nessuno, dove ognuno fa ciò che vuole.
Ci si chiede: dove sono i controlli?Perché non si vedono vigili urbani in zona? Perché non si sanziona con decisione chi ostruisce scivoli e marciapiedi, costringendo i disabili a cambiare strada o a rischiare l’incolumità in mezzo alla carreggiata? C’è forse un tacito via libera a chi “non disturba troppo”? O è l’ennesima dimostrazione di quanto sia difficile far rispettare anche le regole più basilari, se manca la volontà? Se il Comune ha bisogno di far cassa, quale situazione migliore? Si potrebbero elevare multe per decine di migliaia di euro al giorno facilmente.
La verità è che Licata non ha bisogno solo di nuove infrastrutture, ma soprattutto di civiltà. E se i cittadini non sono pronti ad assumerla come stile di vita, allora devono essere le istituzioni a intervenire con fermezza. Perché il rispetto non è facoltativo.